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Cadere sempre in piedi: l'equilibrio dei gatti

CADERE SEMPRE IN PIEDI

Roberto Allegri

Scrisse il poeta Lorenzo Lippi (1606-1665) nel suo poema “Malmantile Racquistato”: “Ben ben lo squadra, e dice: egli è pur desso! Orsù ch’io casco in piè come le gatte.”

In effetti, la capacità dei gatti di cadere in piedi anche da notevoli altezze è diventata proverbiale. Merito di una straordinaria struttura atletica: spina dorsale elastica, vertebre unite tra loro in modo libero, cuscinetti carnosi sotto le zampe che funzionano come quattro airbag.

Come riporta lo zoologo Desmond Morris nel suo libro “Capire il gatto”, quando il gatto cade entra subito in azione un riflesso istintivo. Anche se è capovolto, in una frazione di secondo si gira mettendo le zampe sotto di sé e arcuando la schiena, pronto ad assorbire l’impatto con il suolo. Il movimento è talmente veloce che può essere svolto in soli 60 centimetri e per poterlo vedere nei dettagli è necessario filmarlo e poi studiarlo al rallentatore. 

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