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I gatti del genio inventore Leonardo da Vinci

I GATTI DI LEONARDO

Roberto Allegri

Per tutto il mese di aprile, e fino al 27 maggio, sarà aperta a Cecina, Livorno, la mostra “Da Vinci – Con le macchine di Leonardo in 560 anni di genio” presso la Fondazione Culturale Hermann Geiger. L’occasione è proprio quella di festeggiare i 560 anni dalla nascita di Leonardo, avvenuta nel 1452.

Pochi sanno che Leonardo fu anche un appassionato gattofilo. Era un attento osservatore della natura e ritrasse spesso animali di ogni genere nei suoi dettagliatissimi disegni. Uno dei soggetti preferiti erano però i gatti. Leonardo li rappresentò nelle movenze quotidiane, nell’atto di leccarsi il pelo, dormire, azzuffarsi, fare la posta ad una piccola preda.

Oltre all’indiscusso valore artistico, questi disegni, che sono conservati nella Biblioteca Reale del castello di Windsor, sono importanti perché rappresentano uno dei primi esempi di rivalutazione del gatto. Non si deve dimenticare che durante il Medioevo, i gatti erano stati perseguitati, ritenuti creature demoniache, e questo aveva anche influenzato l’arte. Leonardo fu uno dei primi a raffigurarli da naturalista, restituendo loro la dignità di animali eleganti e complessi.

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